Home > Blog > Assicurazione auto non intestata al proprietario: cosa sapere

Assicurazione auto non intestata al proprietario: cosa sapere

Auto

L’assicurazione RC Auto è obbligatoria per tutti i veicoli che circolano su strada, ma questo non significa che debba essere necessariamente il proprietario dell’auto a sottoscrivere la polizza: è infatti possibile, e piuttosto frequente soprattutto in ambito familiare, assicurare un veicolo anche se non è intestato a sé.

In questi casi entrano in gioco tre figure diverse: proprietario, contraente e conducente, da cui derivano regole, costi e responsabilità specifiche. Nei paragrafi che seguono vengono chiarite le differenze tra questi ruoli e gli aspetti principali da conoscere per gestire correttamente la polizza.

Proprietario, contraente, conducente: le figure coinvolte

Per comprendere come funziona l’assicurazione auto quando le intestazioni non coincidono, è fondamentale partire, come anticipato, da tre definizioni:

  • proprietario, è l’intestatario del veicolo al PRA e sulla carta di circolazione. È il titolare dell’auto e della sua storia assicurativa, inclusi attestato di rischio e classe di merito
  • contraente, è la persona che firma il contratto assicurativo e paga il premio. Può essere diversa dal proprietario, ad esempio un genitore che paga la polizza dell’auto intestata al figlio
  • conducente, è chi utilizza concretamente il veicolo. Può coincidere o meno con le altre figure e può essere abituale o occasionale.

Nella pratica quotidiana queste figure spesso non coincidono: è frequente, ad esempio, che un’auto sia intestata a un genitore ma utilizzata dal figlio, oppure viceversa. La normativa lo consente, purché tutte le informazioni siano comunicate in modo corretto alla compagnia assicurativa.

Va inoltre considerato che, se una persona diversa dal proprietario utilizza il veicolo in modo esclusivo per oltre 30 giorni, la legge prevede l’annotazione sulla carta di circolazione, obbligo che però non si applica ai familiari conviventi.

Si può assicurare un’auto non intestata a te? Cosa dice la legge

La risposta è sì: il Codice delle Assicurazioni non impone che proprietario e contraente coincidano, è quindi legittimo che una persona stipuli e paghi una polizza per un veicolo intestato a un altro soggetto.

Tuttavia, le compagnie assicurative possono applicare regole interne più restrittive, richiedendo condizioni specifiche come:

  • dichiarazioni aggiuntive sul rapporto tra proprietario e contraente
  • eventuali variazioni di premio
  • limitazioni legate al profilo di rischio.

Il tutto si inserisce nel quadro più ampio dell’RC Auto obbligatoria, che disciplina la copertura minima per poter circolare, e delle regole ufficiali sulla RC Auto che definiscono diritti, doveri e tutele per assicurati e terzi.

Come funziona la classe di merito quando cambiano le figure

La classe di merito è un elemento centrale nel calcolo del premio assicurativo ed è collegata all’attestato di rischio, che riporta la storia assicurativa del veicolo e incide direttamente sul calcolo del premio.

Dal 2011, la classe di merito assegnata alla polizza è sempre quella del proprietario del veicolo, anche se il contraente è un’altra persona. Questo significa che intestare la polizza a un genitore non consente più di “trasferire” automaticamente una classe di merito migliore al figlio. Mentre il premio sarà comunque calcolato sulla base del profilo assicurativo del proprietario.

Esiste però un’importante eccezione: la cosiddetta Legge Bersani (oggi evoluta nella RC familiare), che permette, se il figlio è convivente, di ottenere una classe di merito più vantaggiosa prendendola da un familiare, a patto che siano rispettate alcune condizioni:

  • il figlio e il familiare da cui si eredita la classe appartengano allo stesso nucleo familiare (stessa residenza / stato di famiglia)
  • la polizza del veicolo di riferimento sia attiva e senza sinistri con colpa negli ultimi 5 anni
  • in caso di rinnovo, il veicolo sia passato di proprietà entro i 12 mesi precedenti la nuova polizza.

Infine, le clausole relative al tipo di guida (esperta, inesperta o libera) incidono sul premio e sulle persone autorizzate alla guida, ma non modificano il principio fondamentale: la storia assicurativa resta sempre legata al proprietario.

Auto intestata al figlio, assicurazione al padre: come funziona

È possibile che un’auto sia intestata al figlio mentre la polizza è sottoscritta dal padre, purché la compagnia lo consenta. Tuttavia, questa configurazione non cambia gli elementi fondamentali del calcolo del premio: il costo viene infatti determinato sulla base del profilo del proprietario, quindi età, esperienza e classe di merito del figlio, e anche eventuali sinistri incidono sulla sua storia assicurativa.

Se il figlio è convivente:

Se il figlio è convivente, e sussistono i requisiti, può beneficiare di una classe di merito più favorevole tramite RC familiare riducendo il costo della polizza.

Se il figlio non è convivente:

• non è possibile sfruttare la Legge Bersani
• intestare la polizza al padre ha solo una funzione gestionale
• il costo resta elevato e i sinistri incidono comunque sul profilo del figlio.

Pro e contro di questa configurazione:

PROCONTRO
gestione semplificata dei pagamentipremio legato al profilo del figlio
maggiore controllo da parte del genitoresinistri che incidono sulla sua storia assicurativa
possibilità di accesso a una classe migliore se conviventipossibili complicazioni future

Cosa succede in caso di sinistro o multa

La Responsabilità Civile è generalmente condivisa tra conducente e proprietario, salvo situazioni particolari come il furto del veicolo. Tuttavia, la classe di merito che peggiora è sempre quella associata al proprietario.

Esistono poi alcuni casi in cui la compagnia può esercitare il diritto di rivalsa, ad esempio quando il veicolo viene guidato senza patente, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, oppure quando viene utilizzato in modo non conforme a quanto previsto dal contratto.

Per quanto riguarda le multe, se l’infrazione viene contestata direttamente su strada, il pagamento ricade sul conducente, anche se il proprietario può essere chiamato a rispondere in solido. Quando invece la violazione è rilevata da dispositivi automatici come autovelox o varchi ZTL, il verbale viene notificato al proprietario del veicolo, che ha l’obbligo di comunicare i dati del conducente nei casi in cui è prevista la decurtazione dei punti.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda la correttezza delle informazioni fornite in fase di stipula: se il profilo reale di utilizzo del veicolo non corrisponde a quanto dichiarato, la compagnia può ridurre il risarcimento o esercitare rivalsa, soprattutto nei casi che coinvolgono i danni a terzi.

FAQ

Posso intestare la macchina a me e l’assicurazione a mio padre (o viceversa)?

Sì, la legge lo consente. Tuttavia, il premio e la classe di merito seguono il proprietario del veicolo e non tutte le compagnie accettano questa configurazione alle stesse condizioni.

Se mio figlio fa un incidente con un’auto intestata a me, chi perde la classe di merito?

Peggiora la classe del proprietario del veicolo, indipendentemente da chi era alla guida.

La polizza vale anche se guida un familiare non indicato nel contratto?

In genere sì per quanto riguarda i danni ai terzi, ma dichiarazioni non coerenti possono comportare rivalsa o limitazioni da parte della compagnia.

Poiché le condizioni cambiano da compagnia a compagnia, il modo più efficace per capire quanto costa e come strutturare la polizza nel proprio caso è richiedere un preventivo personalizzato online: con Verti Assicurazioni è possibile farlo in pochi minuti, indicando fin da subito se il contraente è diverso dal proprietario.