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09-04-2026
4 min
Possedere un’auto degli anni ’80 o ’90 in buono stato significa avere tra le mani un veicolo mantenuto con cura nel tempo che, oltre alla sua funzione d’uso, può assumere anche un valore storico o collezionistico.
Accanto alla passione che spesso accompagna questo tipo di mezzo, emerge un aspetto pratico: capire quando (e come) è possibile ridurre i costi di assicurazione e bollo.
Per rispondere in modo completo è necessario chiarire prima di tutto quando un veicolo può essere considerato “storico” secondo la normativa e in quali casi è possibile accedere a condizioni agevolate anche senza iscrizione ASI.
Si tratta di un passaggio fondamentale, perché non tutte le auto datate rientrano automaticamente in questa categoria e le compagnie assicurative non sempre prevedono polizze dedicate.
Capire come funziona il sistema consente di orientarsi con maggiore chiarezza tra requisiti, vantaggi e possibili limitazioni.
Quando si parla di auto con molti anni alle spalle, è facile fare confusione tra definizioni che, dal punto di vista normativo, hanno significati precisi e implicazioni differenti.
L’art. 60 del Codice della Strada distingue tre casi in particolare:
Il punto è questo: avere molti anni non basta per essere considerata un’auto storica. Senza iscrizione a un registro riconosciuto e senza certificazione CRS (Certificato di rilevanza storica), il veicolo resta “normale” dal punto di vista assicurativo e fiscale, anche se ha un’età elevata.
Lo stesso principio si applica anche ad altri veicoli come ciclomotori, veicoli commerciali e moto storiche e d’epoca.
Le polizze dedicate alle auto storiche richiedono il rispetto di condizioni specifiche, definite dalle compagnie assicurative.
I requisiti generalmente richiesti sono:
Tali requisiti riflettono un presupposto preciso: l’auto storica non è pensata per un utilizzo quotidiano, ma per un impiego occasionale, spesso legato al tempo libero o a eventi specifici.
Anche il funzionamento della polizza segue questa logica. A differenza delle assicurazioni tradizionali, infatti, spesso non si applica il sistema bonus-malus e la classe di merito resta fissa. Questo aspetto può risultare vantaggioso, soprattutto per chi non ha una storia assicurativa continua o lineare.
La struttura della polizza per auto storiche parte dalla stessa base prevista per qualsiasi veicolo: la Responsabilità Civile Auto, obbligatoria per la circolazione su strada.
A questa copertura si possono aggiungere diverse garanzie accessorie tra cui l’assicurazione per furto e incendio, infortuni, assistenza stradale e tutela legale.
Le condizioni assicurative vengono spesso adattate al valore collezionistico del mezzo, che può essere molto diverso rispetto a quello commerciale di un’auto standard.
Dal punto di vista economico, il costo assicurazione auto storica tende a essere più contenuto rispetto a una RC Auto tradizionale. Questo dipende principalmente dal fatto che il veicolo viene utilizzato in modo limitato, ad esempio per raduni, eventi o uscite occasionali.
Accanto ai vantaggi economici, esistono però alcune limitazioni operative da considerare come il chilometraggio annuo contenuto, l’utilizzo non professionale e la guida talvolta limitata al proprietario dell’auto.
Nel 2026 la normativa RC Auto ha previsto per i veicoli storici anche schemi assicurativi alternativi alla RC Auto tradizionale, con separazione tra rischio statico e rischio di circolazione e maggiore flessibilità per l’uso occasionale del mezzo.
Quando un veicolo supera i 30 anni, si entra in una fascia che spesso viene associata automaticamente al concetto di “auto storica”. In realtà, le possibilità dipendono da diversi fattori.
Dal punto di vista economico, è sempre utile valutare se i costi di iscrizione a un registro storico possano essere compensati, nel giro di 1–2 anni, dai risparmi ottenuti su assicurazione e bollo.
Le regole possono variare a livello regionale e sono soggette ad aggiornamenti nel tempo, per questo è consigliabile verificare la situazione specifica con ACI o con l’ente regionale competente.
In linea generale, però, le agevolazioni sul bollo seguono questo schema:
| Età veicolo | Con registro storico / CRS | Senza registro |
| 20-29 anni | Riduzione 50% bollo (fino al 100% in Emilia-Romagna; esenzione totale in Lombardia solo per ACI Storico/RIVS) | Bollo intero (salvo eventuali disposizioni specifiche regionali) |
| 30+ anni | Esenzione dal bollo di possesso + tassa di circolazione forfettaria se circola (26–31 € / Regione) | Stessa esenzione automatica, nessuna iscrizione richiesta |
Le auto d’epoca, essendo non considerate dal PRA, non sono soggette al pagamento del bollo.
Per gestire il processo di assicurazione di un’auto storica in modo ordinato e senza errori, occorre seguire alcuni passaggi operativi:
Prima di mettere su strada un veicolo storico, è importante verificare anche che sia tutto in regola con la revisione auto, soprattutto se il mezzo viene utilizzato solo saltuariamente.
Le esigenze assicurative di un’auto utilizzata quotidianamente sono diverse rispetto a quelle di un veicolo storico perché cambiano frequenza d’uso, percorrenze e necessità di copertura.
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