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25-09-2024
5 min
L’uso del cellulare in auto è una delle principali fonti di distrazione al volante: anche pochi secondi con lo sguardo sullo schermo possono aumentare il rischio di incidente.
Secondo il Rapporto ACI–ISTAT sugli incidenti stradali la guida distratta è oggi tra le prime cause di sinistri in Italia. L’incidenza è stimata intorno al 15–16% del totale, pari a oltre 33–35 mila incidenti all’anno riconducibili a momenti di disattenzione. Tra i fattori più ricorrenti rientra anche l’utilizzo dello smartphone.
Per limitare questi rischi, il Codice della Strada prevede regole e sanzioni specifiche. Conoscerle e rispettarle significa tutelare la propria sicurezza e quella degli altri utenti della strada, oltre a evitare multe, perdita di punti patente e altre conseguenze previste dalla normativa. Nei paragrafi seguenti vediamo quali sono le principali regole sull’uso del cellulare durante la guida.
L’uso del telefono mentre si guida è estremamente pericoloso. Numerosi studi hanno dimostrato che l’utilizzo del cellulare può rallentare i tempi di reazione e aumentare il rischio di incidenti stradali. Se provochi un incidente mentre usi il cellulare, le conseguenze legali possono essere molto gravi, compresa l’accusa di guida negligente o persino di omicidio stradale in caso di vittime.
Bastano pochi secondi di distrazione per perdere il controllo della situazione. Con un’auto in movimento, i circa 2 secondi necessari per leggere un messaggio possono significare percorrere anche 30 metri senza guardare la strada. Se invece si impiegano circa 10 secondi per scrivere un messaggio, il veicolo può percorrere oltre 300 metri senza che il conducente controlli ciò che accade davanti a sé.
Anche l’assicurazione auto, in caso di incidente, potrebbe diminuire il risarcimento del danno in una percentuale variabile a seconda di quanto tale comportamento abbia influito sul sinistro. Inoltre il sistema bonus/malus potrebbe portare a un cambio di classe di merito nell’attestato di rischio, aumentando il premio assicurativo dell’anno successivo.
In alcuni casi la compagnia assicurativa potrebbe rivalersi sul conducente per il rimborso del danno, in base alle clausole di esclusione e rivalsa previste dal contratto.
A seguito delle modifiche entrate in vigore dal 14 dicembre 2024, alla prima violazione dell’art. 173 del Codice della Strada si applicano le seguenti sanzioni:
L’uso del cellulare in macchina è consentito solo in determinate circostanze. La legge permette l’uso del telefono solo se si utilizzano sistemi che non richiedono l’uso delle mani: il vivavoce, i sistemi Bluetooth integrati nell’auto, oppure un auricolare su un solo orecchio. Quest’ultimo punto è importante: le cuffie che coprono entrambe le orecchie sono vietate dall’art. 173 del Codice della Strada e comportano le stesse sanzioni previste per l’uso del cellulare alla guida (multa, decurtazione punti e sospensione della patente). Con la riforma del 2024, il divieto si estende a qualsiasi dispositivo portatile che richieda interazione manuale o visiva: non solo smartphone, ma anche tablet, notebook e smartwatch.
È comunque importante che il conducente rimanga concentrato sulla guida e non venga distratto dal dispositivo. L’utilizzo di applicazioni che richiedono attenzione visiva o manuale, come la scrittura di messaggi, la navigazione sui social media o il controllo manuale del navigatore, è severamente vietato durante la guida, anche quando il veicolo è fermo al semaforo o nel traffico.
Per utilizzare il cellulare in sicurezza mentre si è alla guida, è fondamentale seguire alcune regole:
Anche se non vengono considerati dispositivi di sicurezza stradale, gli accessori auto dedicati al cellulare come quelli elencati possono a tutti gli effetti essere annoverati tra le cose da acquistare assolutamente, a meno che non si sia disposti a fare a meno del cellulare in auto.
Con la riforma del Codice della Strada entrata in vigore il 14 dicembre 2024 (Legge 25 novembre 2024, n. 177), le sanzioni per l’uso del cellulare alla guida sono diventate significativamente più severe. Il sistema è ora strutturato su due livelli: una prima violazione già molto onerosa, e una recidiva, commessa entro due anni, che comporta penalità ancora più pesanti.
In aggiunta, se il conducente viene fermato direttamente dall’agente accertatore, può scattare anche la cosiddetta “sospensione breve” (art. 218-ter CdS): un ritiro immediato della patente sul posto, della durata di 7 giorni (con 10–19 punti residui) o 15 giorni (con meno di 10 punti). Questa misura è cumulabile con la sospensione prefettizia e può quindi allungare sensibilmente il periodo complessivo senza patente.