Il giubbotto catarifrangente, chiamato anche giubbotto riflettente o salvavita, è un dispositivo di protezione che, grazie al tessuto fluorescente e alle bande retroriflettenti, permette di essere più visibili agli altri automobilisti quando ci si trova fuori dal veicolo, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.
Proprio per questo, il Codice della Strada ne prevede l’utilizzo obbligatorio in determinate situazioni, stabilendo multe e perdita di punti dalla patente per chi non rispetta le regole. Vediamo quindi quando è necessario indossarlo, chi deve utilizzarlo e quali sanzioni si rischiano.
Quando è obbligatorio indossare il giubbotto catarifrangente
Secondo l’articolo 162 del Codice della Strada, fuori dai centri abitati il conducente deve indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti prima di scendere dal veicolo fermo, anche in corsia di emergenza o in una piazzola di sosta, quando si verifica una delle seguenti condizioni:
- di notte, quando le luci posteriori di posizione o di emergenza sono assenti o non funzionano
- sia di giorno che di notte, quando il veicolo non è visibile a sufficiente distanza, ad esempio a causa di curve, dossi, nebbia o pioggia intensa.
Il giubbotto è inoltre obbligatorio per chi deve posizionare il triangolo di emergenza o svolgere le relative operazioni di segnalazione, nelle situazioni previste dalla norma
Nei centri abitati non è previsto lo stesso obbligo generale, ma indossarlo rimane una buona precauzione quando si scende vicino al traffico. Per maggiore sicurezza, è consigliabile utilizzarlo sempre anche durante le soste di emergenza in autostrada.
Chi deve indossarlo: conducente, passeggeri, moto e bici
L’obbligo di indossare il giubbotto catarifrangente varia in base al mezzo utilizzato e alla situazione:
- conducente, deve indossarlo prima di scendere dall’auto nei casi previsti dalla legge
- passeggeri, non sono obbligati a indossarlo, a meno che non debbano effettuare le operazioni di segnalazione con il triangolo di emergenza
- moto e ciclomotori a due ruote, sono esclusi dall’obbligo previsto dall’articolo 162
- biciclette, in base all’art. 182 del Codice della Strada, i ciclisti devono indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti fuori dai centri abitati, da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, e in tutte le gallerie, anche illuminate
Le disposizioni si applicano anche a chi guida auto a noleggio o veicoli immatricolati all’estero che circolano in Italia. Per maggiore sicurezza, è comunque consigliabile tenere a bordo un giubbotto per ogni occupante, così da averlo a disposizione in caso di emergenza.
Bisogna tenerlo in auto? Dove conservarlo
A differenza del triangolo di emergenza, il giubbotto catarifrangente non è una dotazione obbligatoria dell’auto. La sua assenza durante un normale controllo non comporta quindi una multa, che scatta invece quando non viene indossato nelle situazioni previste dalla legge.
Anche se non è obbligatorio tenerlo a bordo, è consigliabile conservare il giubbotto a portata di mano, ad esempio nella tasca della portiera, nel vano portaoggetti o sotto il sedile. Meglio evitare il bagagliaio, perché per recuperarlo sarebbe necessario scendere dall’auto senza averlo indossato.
Multe e punti patente
Chi non indossa il giubbotto catarifrangente quando obbligatorio rischia una multa da 42 a 173 euro. Se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica, è prevista una riduzione del 30%, che porta l’importo minimo a 29,40 euro, oltre alle eventuali spese di notifica.
Alla multa si aggiunge la decurtazione dei punti dalla patente:
- 2 punti, per il conducente che non rispetta l’obbligo
- 4 punti, per il conducente nei primi tre anni dal conseguimento della patente, quando si applica il raddoppio previsto per i neopatentati
Anche i passeggeri possono essere multati se non indossano il giubbotto durante le operazioni di segnalazione con il triangolo, ma in questo caso non è prevista alcuna perdita di punti.
Per tenere sotto controllo la tua situazione, puoi verificare il saldo dei punti patente e scoprire come recuperarli in caso di decurtazione.
Cosa fare se l’auto si ferma in strada
In caso di guasto o fermata improvvisa, è importante mettere in sicurezza le persone a bordo e il veicolo prima di richiedere assistenza. Ecco come comportarsi:
- accendi le quattro frecce, per segnalare il veicolo agli altri automobilisti e, se possibile, raggiungi la corsia di emergenza o una piazzola di sosta
- indossa il giubbotto catarifrangente prima di scendere dall’auto, così da essere più visibile agli altri conducenti
- scendi dal lato opposto al traffico e raggiungi una posizione sicura insieme agli eventuali passeggeri, possibilmente oltre il guardrail
- posiziona il triangolo di emergenza, quando previsto e se puoi farlo in sicurezza, ad almeno 50 metri dal veicolo fuori dai centri abitati, in modo che sia visibile da almeno 100 metri. In autostrada, se non riesci a spostare l’auto in corsia di emergenza o in piazzola, il triangolo va posto ad almeno 100 metri
- contatta il soccorso stradale per richiedere assistenza oppure chiama il 112 in presenza di situazioni di pericolo che richiedono un intervento d’emergenza.
Se la fermata è dovuta a una collisione, è importante conoscere anche cosa fare dopo un incidente stradale per gestire correttamente la situazione.
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