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Auto elettrica e ibrida: consigli pratici e pianificazione dei viaggi

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Auto elettrica e ibrida

08/06/2021

Tutti sanno viaggiare con un’auto alimentata a benzina, diesel, metano o GPL. Perché hanno fatto parte della nostra vita per decenni, perché sono subito sembrate facili da utilizzare. Ma guidare una vettura elettrica o ibrida, è altrettanto semplice? La domanda sorge spontanea, visto che comunque ci sono mille fattori da tenere a mente: l’alimentazione della batteria, la sua durata, la cura, come far entrare in moto la parte elettrica su un’auto ibrida e così via.

Viaggiare con un’auto elettrica: quanta autonomia prima di ricaricare?

La domanda che un po’ tutti si fanno quando devono decidere se acquistare o meno un’auto elettrica è sempre la stessa: quanti chilometri posso fare con una ricarica della batteria? Lecito porsi questo quesito, anche perché è da questa risposta che spesso nasce l’eventuale presa di posizione circa l’acquisto della stessa vettura elettrica. In soccorso arriva una ricerca portata avanti direttamente da Volkswagen dove l’azienda tedesca, parlando della sua gamma elettrica denominata ID, ci offre però allo stesso tempo utili consigli per meglio comprendere alcune voci che a volte così chiare non solo.

Come, ad esempio, l’autonomia WLTP: acronimo di Worldwide Harmonised Light-Duty Vehicles Test Procedure, è di fatto una procedura di prova standardizzata a livello mondiale, vincolante per tutte le case automobilistiche, che permette di confrontare diverse auto elettriche in base a parametri comuni tra le stesse. Nella lettura dei dati che maturano al termine di quest’analisi, occorre prestare attenzione a quello che viene chiamato valore combinato (ciclo urbano, extraurbano e autostradale), che di fatto offre un consumo medio della vettura e, di conseguenza, un’autonomia della batteria. Questo dato, però, non tiene conto delle “utenze secondarie” come il climatizzatore o il riscaldamento.

Per questo motivo un’autonomia realistica, in media, è l’80% di quella già citata WLTP. Anche se, va ricordato, sono molti i fattori che influiscono sull’autonomia di una vettura elettrica, come lo stile di guida (guidare in autostrada o nel traffico urbano), l’asfalto, eventuali pendenze, il peso delle persone a bordo, eccetera.

Quando e come ricaricare un’auto elettrica

La grande differenza tra viaggiare con un’auto elettrica e con una a motore endotermico è una sola: nel primo caso, il viaggio va programmato per bene. Il vero problema, in Italia come ancora in diversi paesi del mondo, è legato alla diffusione non capillare delle colonnine per la ricarica: nel report redatto a dicembre 2020 da Motus-E riguardante le infrastrutture di ricarica pubbliche in Italia, nonostante la pandemia e un generale rallentamento dell’economia, si può notare come lo scenario italiano stia migliorando e presenti 19.324 colonnine di ricarica sparse per lo stivale, contro le 13.700 di gennaio 2020. Ma dal momento che la diffusione, come detto, non è omogenea su tutto il territorio nazionale, si evince come prima di partire per un qualsivoglia viaggio bisogni programmare il tragitto e decidere in anticipo le soste.

Quali colonnine usare: Fast charge e Standard

Attenzione, però, perché non tutte le colonnine di ricarica sono uguali. Esistono infatti quelle denominate Fast, che trasferiscono energia elettrica ai veicoli con una potenza superiore a 22 kW (alcune arrivano anche a 150 kW), ma sono davvero poche (circa il 7% del totale, come si legge nel report già citato di Motus-E). Al loro fianco ci sono le Standard, con potenza fino ai 22 kW, che sono invece quelle più diffuse. Capisci che se un’auto elettrica ha, ad esempio, una batteria da 70 kW e sei vicini allo 0%, con una colonnina da 22 kW hai bisogno di oltre tre ore per ricaricarla. Con una Fast da 150, invece, sarebbe sufficiente mezz’ora.

Pianificare un viaggio con un’auto elettrica o ibrida con l’APP

Un’altra cosa importante da fare prima di partire per viaggi lunghi con un’auto elettrica è scaricare le applicazioni, gratuite, che permettono di scoprire dove sono dislocate le colonnine di ricarica. Alcune appartengono agli stessi fornitori degli impianti di ricarica (come Enel X, BeCharge, A2A), altre sono invece di aziende terze (Nextcharge e Chargemap, solo per citarne due).

Questo significa che applicazioni diverse possono mostrare colonnine diverse e che una colonnina può essere attivata con più di un’app. Al momento lo sviluppo delle colonnine di ricarica sulla rete autostradale sta proseguendo spedito e grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio del 2021 è stato previsto l’obbligo di installazione di colonnine di ricarica veloce ogni 50 Km sulla rete autostradale. Vedremo quali saranno i tempi di conclusione di un’opera che potrebbe davvero cambiare il senso della mobilità sostenibile in Italia.

Mild, Full o Plug-in Hybrid: quale auto ibrida scegliere?

Secondo quanto comunicato da ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, le immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa ad aprile 2021 ha raggiunto quota 45,4% sul totale, il che significa che quasi una vettura venduta su due è ibrida o elettrica. Di queste le ibride non ricaricabili rappresentano il 30% del mercato di aprile (per il terzo mese consecutivo una quota più alta rispetto al diesel), mentre le ibride ricaricabili raggiungono il 6,7% di quota.

Una vettura ibrida è un’auto che ha un motore endotermico (benzina o diesel che sia) affiancato a un propulsore elettrico. Viaggiare con un’auto ibrida piuttosto che con una elettrica, dunque, ha il vantaggio di non dover pianificare il viaggio e di non doversi preoccupare della carica della batteria, perché in quel caso rimarrebbe in azione solo il motore endotermico.

Ma non tutte le auto ibride sono uguali. Sul mercato, infatti, ce ne sono diverse con diverse terminologie: Mild-hybridFull-hybrid e Plug-in hybrid. Ovviamente si distinguono per prezzo, consumi, costi di gestione e operatività. Se volessimo fare una scala gerarchica della ibridazione di una vettura, si parte dal modello più basico, il Mild-hybrid, fino a quello più evoluto, il Plug-in hybrid. Chiaramente i consumi variano al variare della potenza delle auto ma, stando alle stime di Energit, il consumo di una ibrida a ciclo medio risulterebbe minore del 15-20% rispetto a quello di un’auto tradizionale, consumo che scende del 25-40% in meno se considerato a ciclo urbano.

Il Mild-Hybrid è una vettura che ha un motore elettrico che aiuta in accelerazione un motore benzina o diesel. Come si può capire la componente elettrica qui ha un ruolo pressoché marginale, perché il motore endotermico vive una vita tutta sua e l’elettrico entra in azione solo in un preciso e determinato momento. Il Full-hybrid, invece, è una vettura dotata di una batteria elettrica di più grandi dimensioni rispetto alle Mild-Hybrid e che quindi avrà maggiore potenza e potrà percorrere alcuni tratti di strada in modalità solo elettrica a basse velocità: questo permette di risparmiare carburante. Il Plug-in hybrid, infine, prevede che la batteria possa essere ricaricata tramite una presa di corrente e offre anche un’autonomia in solo elettrica maggiore. Il problema in questo caso sta nel prezzo di acquisto, decisamente più alto rispetto alle prime due.

I vantaggi di viaggiare su un’auto ibrida

Viaggiare con un’auto ibrida ha diversi vantaggi, sia dal punto di vista del rispetto ambientale, sia di performance e piacere di guida. Su tutti l’avviamento in modalità completamente elettrica, che evita lo scoppio in avvio del motore (una delle componenti più inquinanti) e riducendo l’impatto sonoro. Senza dimenticare l’ottimizzazione del recupero dell’energia, con molte vetture ibride che permettono alla batteria di rigenerarsi in decelerazione (non è il caso del Mild-Hybrid).

La tecnologia ibrida permette di guidare con accelerazioni più decise e manovre più morbide, con il conducente che può passare dalla modalità ibrida a quella elettrica grazie al commutatore intelligente, quando la batteria è abbastanza carica.

Altro vantaggio è il cambio automatico, in grado di garantire la trasmissione delle marce e il passaggio dalla modalità ibrida a quella elettrica a seconda della pressione sul pedale dell’acceleratore e anche del livello di carica della batteria della macchina. L’auto all’avvio è in modalità elettrica automaticamente, e lo rimane fino ad una velocità compresa tra i 70 e i 130 km/h.

E i viaggi in autostrada con l’auto ibrida? Si possono alternare le differenti tipologie di trazione disponibili ma soprattutto non c’è il rischio di rimanere a piedi: il grande vantaggio rispetto all’elettrico, infatti, è che se la batteria si scarica allora subentra in automatico il motore a combustione, che permette al conducente di proseguire il suo viaggio in autostrada.

Luca Talotta

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