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Chi guida meglio? Scopri i dati di VertiMovers sugli incidenti stradali

Osservatorio Verti

VertiMovers chi guida meglio

09/07/2020

Siamo alla seconda tappa del nostro viaggio attraverso le suggestioni dell’osservatorio VertiMovers. Dopo aver esplorato il mondo delle auto elettriche e ibride, che ci stanno guidando verso il futuro, in questo articolo cercheremo di capire se fattori come genere, età e situazione familiare influenzano il nostro modo di guidare. Mettersi al volante, infatti, per molti di noi è naturale. O, almeno, così sembra. Un’azione di routine, a cui non diamo un peso particolare: lo sappiamo fare, e questo ci basta. Eppure ci sono tanti elementi che possono condizionare il nostro stile di guida: in primis la concentrazione, che dipende a sua volta da altri fattori; la capacità di individuare e gestire un eventuale rischio; l’emotività. Ci sono poi altre variabili in grado di condizionare le nostre abitudini al volante, ad esempio, il senso civico (spesso siamo molto prudenti in prossimità di un centro abitato, anche se non ci sono espresse indicazioni) e il contesto sociale e culturale nel quale ci troviamo (da giovani, probabilmente, molti di noi sono stati condizionati dal comportamento alla guida di amici e conoscenti). Infine ci sono altri indicatori – come sesso, età e stato civile – che, se “incrociati” al tasso di frequenza di sinistri, possono rivelare tanti interessanti dettagli. Analizzando i dati Verti abbiamo provato a capire se e come questi elementi influenzano lo stile di guida degli italiani, iniziando dal più classico dei luoghi comuni.

Guidano meglio gli uomini… o le donne?

Le donne al volante sono davvero un pericolo costante? Per molti si tratta di un falso mito: secondo una ricerca del Centro Studi Continental del 2018, basata su dati resi noti dall’Istat relativi agli incidenti registrati nel 2016, tra i sinistri stradali imputabili a colpe dei conducenti solo un quarto (il 26,6%) è causato da donne, mentre i restanti tre quarti (il 73,4%) sono causati da uomini. Stando a questi dati, sembrerebbe che il gentil sesso sia decisamente più affidabile al volante. Eppure la percezione è un’altra: solo il 3% degli italiani pensa che le donne alla guida siano migliori degli uomini. Lo afferma una ricerca condotta da Ecu Testing – azienda attiva nel settore del ricondizionamento delle centraline elettroniche dei veicoli – che va anche oltre: l’87% degli uomini si sente sicuro a guidare in condizioni meteo estreme, contro il 71% delle donne. Sulla base di questo, sembrano non esserci dubbi: gli uomini sono un po’ più coraggiosi, le donne più caute. Sara forse anche per questo gli uomini fanno più incidenti? Ma vediamo i dati Verti che cosa ci dicono in merito. Sostanzialmente, la tendenza è leggermente favorevole agli uomini, ma di fatto si può parlare di un pareggio. Il divario tra i due sessi è infatti minimo: gli uomini, con una frequenza di sinistri del 6,4%, si dimostrano leggermente più attenti delle donne, le quali registrano un tasso di frequenza del 6,6% (in pratica, su 100 assicurate, quelle coinvolte in sinistri sono 6,6). Se invece consideriamo l’incidenza delle moto, la frequenza di sinistri degli uomini si riduce ancora e porta a 0,6 punti percentuali il divario con le donne. Una “sfida” equilibrata, non c’è che dire.

I giovani fanno più incidenti degli adulti? E gli anziani?

E l’età, invece, può influire sullo stile di guida? Da numerose ricerche emerge una maggiore fiducia negli adulti al volante rispetto ai giovani. Sempre secondo la ricerca condotta da Ecu Testing, il 44% degli italiani pensa che la fascia di età compresa tra 30 e i 50 anni sia più affidabile rispetto a quella under 30. La diffidenza verso lo stile di guida dei più giovani, giudicata dai più un po’ distratta, potrebbe essere legata anche all’uso dei device digitali mentre si è al volante: secondo una ricerca del Virginia Tech Transportation Istitute, istituto specializzato nel mondo dei trasporti, è questo uno dei fattori che oggi causa più sinistri. Inoltre, un’indagine condotta dell’automobile club tedesco (ADAC) considera i giovani tra i 18 e 24 anni poco esperti e maggiormente coinvolti in incidenti rispetto ad altre fasce d’età quando sono in auto da soli. Sul podio delle categorie più avvezze ai sinistri, a far compagnia ai giovani ci sono poi gli over 75, più distratti, forse, anche a causa di un fisiologico deterioramento cognitivo. Oltre a questo aspetto, secondo il CCISS – Centro di Coordinamento informazioni sulla sicurezza stradale – gli anziani sono coinvolti maggiormente nei sinistri perché tendono a fare più viaggi brevi in aree urbane congestionate, ad alta pericolosità. Anche analizzando i dati Verti i giovani e gli anziani si confermano le fasce d’età più vulnerabili al volante. Sono gli under 25 ad avere la più alta frequenza di sinistri auto, con un tasso dell’11,5%, seguiti dai giovani tra i 25 e 30 anni e degli over 75, a pari merito con l’8%. I più virtuosi e affidabili sono invece gli adulti tra i 35 e i 55 anni, con i 40enni che salgono sul gradino più alto del podio.

Matrimonio e famiglia: la convivenza rende più attenti al volante?

L’ultimo fattore che prendiamo in esame è lo stato civile: i coniugati e i conviventi, secondo i dati Verti, sono i guidatori più diligenti, con un tasso di frequenza dei sinistri di poco inferiore al 6%, che stacca quello dei divorziati di circa un punto percentuale e quello dei separati di oltre un punto, considerando i sinistri relativi ad auto e moto. Sembra quindi che la serenità familiare sia un prezioso alleato della guida. Quantomeno sulle quattro ruote. Se diamo uno sguardo ai dati Verti che riguardano le persone vedove o divorziate, infatti, emerge una tendenza curiosa: se alla guida di automobili queste persone risultano le più “distratte” – con un tasso di sinistri che raggiunge rispettivamente l’8% e il 7,5% – sulle due ruote sono le più prudenti, con un tasso di frequenza sinistri molto più basso. Al di là delle evidenze più bizzarre legate allo stato civile, però, la famiglia sembra avere il suo peso, in fondo siamo pur sempre italiani. Un’indagine del portale AutoScout24 ha confermato che la presenza di figli trasforma i genitori in guidatori molto prudenti. Questo potrebbe spiegare come mai i coniugati sembrano più virtuosi al volante dei loro coetanei single. Dopo la nascita dei figli, infatti, oltre la metà dei genitori coinvolti nell’indagine ha ammesso di aver modificato il proprio stile di guida evitando distrazioni, eccessi di velocità e rispettando in modo scrupoloso il codice stradale.

 

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