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Targa Prova: cos’è, come funziona e come si ottiene

Guida sicura

Targa di prova – Cos’è e quando serve

29/07/2021

Ti è mai capitato di trovare per strada un’auto con una targa particolare, contrassegnata da una P? Sai di cosa si tratta? Stiamo parlando della targa di prova, una targa utilizzata per far circolare auto o rimorchi non immatricolati, in particolari casi e condizioni. Non è un evento che capita tutti i giorni, ma meglio essere preparati e capire come si usa nel caso, per esempio, incappassi in un incidente con un mezzo così contrassegnato, o dovessi spostare un mezzo non immatricolato, o altri casi simili.

Qui potrai trovare tutto ciò che ti serve sapere su cos’è e come funziona la targa di prova, per utilizzare questo tipo di identificazione per il veicolo.

Cos’è la targa prova e quando utilizzarla

La targa di prova è un contrassegno da utilizzare su veicoli auto e rimorchi non immatricolati per esigenze specifiche di circolazione. A essere precisi, esiste un solo modello, utilizzabile anche per motoveicoli, macchine agricole e operatrici: ha il fondo bianco, è composta da due caratteri alfanumerici, la lettera “P” e da altri cinque caratteri alfanumerici e va posizionata sul retro del veicolo.

Un mezzo non immatricolato può circolare ugualmente con una di queste targhe per uno dei seguenti motivi:

  • Prove tecniche sperimentali
  • Collaudo
  • Trasferimenti
  • Ragioni di vendita
  • Dimostrazioni
  • Allestimento

Chi può richiedere la targa di prova? È anche per privati?

La risposta in merito ai privati è: no. Solo se appartieni a una di queste determinate categorie puoi fare richiesta:

  • Aziende costruttrici di veicoli, pneumatici e carrozzerie, e i loro rappresentanti
  • Concessionari e i loro agenti di vendita
  • Aziende di trasporti di veicoli non immatricolati (per viaggi sotto ai 100km)
  • Officine meccaniche di riparazione e trasformazione (titolari e dipendenti)
  • Università ed enti che si occupano di ricerca e sperimentazione in ambito automobilistico

Targa di prova: come si ottiene e requisiti per l’uso

Uno di questi soggetti può quindi richiedere questo tipo di targa alla Motorizzazione Civile, per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’ente preposto a rilasciare l’autorizzazione alla circolazione con targa prova.

  1. Il primo passo è ottenere l’attestazione di iscrizione al Registro delle Imprese dell’azienda che richiede la targa. In alternativa puoi presentare un’autocertificazione che attesta il numero REA (Repertorio Economico Amministrativo) e la relativa registrazione alla Camera di Commercio.
  2. Il secondo step è quello di pagare le tre quote necessarie con i bollettini forniti dalla Motorizzazione o dall’ACI: il primo di 10,20€ per la richiesta delle operazioni di motorizzazione, il secondo di 32€ e il terzo di 18,37€.
  3. Allega quindi certificazioni e ricevute di pagamento alla domanda per richiedere l’autorizzazione (modello TT2119) e presentala alla Motorizzazione della provincia in cui si trova l’azienda.
  4. Una volta approvata la pratica, vengono rilasciate l’autorizzazione e la targa prova in versione cartacea.

Questa autorizzazione ha validità di un anno in tutto il territorio nazionale, oltre che in Austria, Germania e San Marino. Deve sempre indicare la tipologia dei veicoli per i quali è stata concessa, deve essere a bordo del veicolo su cui è applicata la targa corrispondente. Chi l’ha richiesta può decidere di spostarla insieme alla targa da un veicolo all’altro, sempre della stessa categoria indicata.

Il mezzo deve essere guidato dal titolare dell’autorizzazione o da un suo collaboratore delegato che porti con sé delega scritta e documento di identità valido (Decreto del Presidente della Repubblica n.474/01).

Nel caso di furto o smarrimento della targa, il titolare deve fare denuncia presso le autorità competenti, entro e non oltre le 48 ore dal fatto (o di quando ne sia venuto a conoscenza). Solo in seguito alla denuncia potrà chiedere il rilascio di una nuova targa prova.

L’obbligo di assicurazione con targa prova

Un altro fattore determinante quando si parla di targa prova è l’assicurazione, obbligatoria, secondo l’art. 122 del Codice delle Assicurazioni, in quanto la targa può essere apposta solo su veicoli non ancora immatricolati. L’RC auto deve essere stipulata dal titolare dell’autorizzazione della targa di prova (e non dal proprietario del veicolo) e segue la targa a prescindere dal veicolo su cui è posta.

Targa prova: le sanzioni del Codice della Strada

L’articolo 98 del Codice della Strada determina delle sanzioni in caso di uso scorretto della targa di prova. È prevista una sanzione amministrativa compresa tra 87€ e 344€ nei casi in cui un veicolo con targa di prova:

  • Venga usato con uno scopo diverso da quelli ammessi
  • Circoli senza che a bordo ci sia il titolare dell’autorizzazione o un suo delegato

Nel caso di circolazione senza targa l’Art. 3 D.P.R. n. 474/2001 prevede una sanzione amministrativa che può variare dai 25€ ai 100€.

Targa di prova 2021: le novità

L’unico aggiornamento per il 2021 relativo alle targhe prova è la sentenza di fine agosto 2020 della Corte di Cassazione che ha dichiarato l’illegittimità di usarle su veicoli già targati/immatricolati, per un tema di ambiti di utilizzo ma soprattutto di assicurazione. I veicoli immatricolati devono essere coperti da una propria assicurazione che copre i danni anche nel caso di guida per prove tecniche, collaudo o spostamento per vendita.

Ora sai tutto ciò che può esserti utile in caso incontrassi una targa con la P sulla tua strada… Buona guida di prova!

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