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Moto in Italia nel 2020: un Paese sempre più “in moto”

Osservatorio Verti

Moto in Italia 2020

27/04/2021

I dati Verti per scattare una fotografia dell’Italia a due ruote

“Quattro ruote muovono il corpo, due ruote muovono l’anima”, sostiene un detto anonimo. La moto, si sa, è una passione, per molti quasi una “malattia”. Ma da qualche tempo, in molti si sono convertiti alle due ruote anche per più banali motivi di praticità. Qual è, quindi, la fotografia attuale del mercato motociclistico in Italia? Moto e motocicli sono più diffusi nelle grandi città, come in molti pensano, o in provincia? E poi, scendendo ancora più nel dettaglio: qual è la città più a “due ruote” d’Italia?

Con l’aiuto dei dati Verti proveremo a rispondere a queste (e ad altre) domande attraverso un vero e proprio viaggio nel mondo delle “due ruote” italiane, per scoprire anche qualcosa in più sulle abitudini dei nostri connazionali.

Un Paese sempre più “in moto”

Partiamo da un assunto: le due ruote fanno breccia tra gli italiani. Per rendersi conto di questa tendenza, basta dare un’occhiata ai dati emersi dalla recente indagine dell’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) secondo cui, nell’ultimo mese del 2020, il numero di moto e scooter immatricolati in Italia è cresciuto del 23,98% rispetto allo stesso periodo del 2019. Se poi consideriamo gli stop agli spostamenti dettati dalla pandemia, la buona performance del mercato motociclistico è ancora più sorprendente: i motocicli (motoveicoli con cilindrata superiore a 50 cm3) a dicembre sono cresciuti addirittura del 46,03% rispetto all’anno precedente. Insomma, le due ruote godono di ottima salute e continuano un’inarrestabile corsa sia sulle brevi sia sulle lunghe distanze. Se poi diamo uno sguardo anche alle statistiche dell’ACEM (The Motorcycle Industry in Europe), vediamo come il mercato italiano sia riuscito a tenere testa a quello degli altri Paesi europei: nel 2020, infatti, è risultato secondo solo a quello della Germania, con 218.027 nuove immatricolazioni contro le 220.304 del mercato tedesco. Non sembrano esserci dubbi, quindi: gli italiani che scelgono la moto o il motorino sono sempre di più. Necessità o pura evasione? Come sempre la verità sta nel “mezzo”, e i dati ci aiuteranno a capire il perché.

 Come mai le moto fanno la felicità

Le due ruote possono essere la scelta ideale in differenti contesti: città, provincia, mare, montagna. Per chi vive in città sono la via di fuga ideale al traffico congestionato, per chi vive in provincia una possibile alternativa all’auto e ai mezzi pubblici, e per chi vuole allontanarsi dalla routine un prezioso compagno di viaggio. Insomma, hanno più di qualche merito: utili, affascinanti e, secondo uno studio condotto dall’Università di Tokyo e dal neuroscienziato giapponese Ryuta Kawashima, aiutano a ridurre lo stress. Dal campione analizzato è emerso, infatti, che chi viaggia abitualmente in moto produce un livello più basso di cortisolo (l’ormone dello stress), migliora le proprie capacità cognitive e mnemoniche, i livelli di adrenalina e la frequenza cardiaca. Effettivamente, se ci pensiamo, i vantaggi delle due ruote possono essere tanti: ci fanno risparmiare tempo (rispetto alle auto e ai mezzi pubblici), denaro (le spese di bollo, dell’assicurazione e del carburante sono più contenute rispetto a quelle dell’auto), ci fanno stare con l’aria aperta (un aspetto da non sottovalutare in questi tempi), con la natura, con noi stessi (nei viaggi in solitaria) e con gli altri (nei viaggi in compagnia).

E gli italiani sembrano essersene accorti, soprattutto in alcune aree.

Diffusione regionale delle moto in Italia

Già a una prima occhiata i dati Verti sulle immatricolazioni di moto e motorini in Italia, nel 2020, raccontano molto: a colpire non è il divario tra nord e sud, ma quello tra le diverse regioni d’Italia. Se, infatti, Lombardia e Lazio sono i territori più moto oriented, rispettivamente con il 28,12% e il 23,65% delle unità assicurate, in terza e quarta posizione, a molti punti percentuali di distanza, troviamo la Toscana (8,48%) e l’Emilia-Romagna (8,30%). A chiudere la classifica, invece, Calabria, Puglia e Val d’Aosta con percentuali di motoveicoli assicurati poco significative.

La fotografia regionale del parco motociclistico del 2020 emersa dai dati Verti è in linea con quella scattata dall’ACI (dati aggiornati al 31 dicembre 2019), che però evidenzia un divario ancora più netto tra il numero di motocicli circolanti in Lombardia e quelli nel Lazio. La prima regione, inoltre, accoglie il più alto numero di motoveicoli per tutte le cilindrate, come è emerso dall’indagine dell’ASR Lombardia (Annuario Statistico Regionale) e, secondo il quinto rapporto dell’Osservatorio Focus2R di Confindustria ANCMA, insieme all’Emilia Romagna è una delle regioni più attente alla sharing mobility, con infrastrutture adeguate quindi anche ai motociclisti.

Un dato interessante è poi quello che vede la Liguria come la regione con la più alta incidenza di due ruote rispetto alla popolazione totale, con ben 25,61 motocicli ogni 100 abitanti, come rilevato dall’indagine ACI.

 Le città e le provincie con più motociclisti

Ma perché Lombardia e Lazio la fanno da padroni incontrastati in questa speciale classifica? La risposta è abbastanza scontata: per la presenza nei rispettivi territori delle due città metropolitane – capoluogo e provincia – più grandi d’Italia. I dati Verti, infatti, mostrano uno scenario ben delineato: sono le province di Roma e Milano quelle con più moto e motocicli, con rispettivamente il 22,29% e il 19,08% degli assicurati. Una tendenza, questa, che rispecchia quella delle relative regioni.

Guardando all’interno di ciascuna provincia le differenze tra le città principali e il territorio circostante, notiamo un divario netto a favore dei grandi agglomerati urbani. All’interno delle aree romana e milanese, infatti, sono soprattutto i capoluoghi a pesare sul numero complessivo di motoveicoli assicurati: la città di Roma incide per l’85% sul totale, Milano per il 63%.

Nella top ten delle città più a due ruote d’Italia spiccano poi Genova e Trieste con il 92% dei motoveicoli assicurati rispetto alle relative province; mentre tra quelle meno sensibili al fascino delle due ruote ci sono Reggio Calabria, Cosenza e Caserta.

Insomma, se le due ruote sono il must have per chi vive la città in modo frenetico e per chi ama rilassarsi in sella alla sua moto nel weekend, per chi vive in provincia sono una comoda opportunità ma, evidentemente, non una priorità.

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