Fermo amministrativo sull'auto: cos'è e cosa fare

Oggi tratteremo di un argomento “storci naso”, uno di quei temi pruriginosi, ma che forse è meglio conoscere per evitare: il fermo amministrativo. Effettivamente il nome non anticipa nulla di buono, ma tant’è.

Fermo amministrativo su auto

Cos'è il fermo amministrativo

Il fermo amministrativo è un atto formale con il quale le amministrazioni o gli enti competenti, attraverso i concessionari della riscossione, procedono al “blocco” di un bene mobile iscritto in pubblici registri di proprietà del debitore. Tale azione è funzionale alla riscossione dei crediti non pagati che possono riferirsi, a tributi o tasse, ma anche a sanzioni amministrative relative a infrazioni del Codice della Strada.

In parole povere, in caso d mancato pagamento di una cartella esattoriale, viene attivato un procedimento in conseguenza del quale viene iscritto al PRA il fermo ammnistrativo del veicolo del soggetto inadempiente.

A seconda dell’entità del debito da saldare esistono tempistiche differenti. In particolare per debiti inferiori ai 1000 euro, la procedura si attiva non prima di 120 giorni dall’invio del primo sollecito di pagamento.

Se pensi “tanto a me non capiterà mai” attenzione, perchè la procedura di fermo amministrativo potrebbe attivarsi anche in caso di mancato pagamento del bollo auto.

Quali conseguenze comporta avere l'auto in fermo amministrativo

Avere un veicolo in fermo amministrativo significa, in concreto che:

• il veicolo non può circolare

• il veicolo non può essere radiato al PRA, non può quindi essere demolito o esportato all’estero

• deve essere custodito in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, per esempio un garage o un cortile privato

• il veicolo può essere venduto, fermo restando che il nuovo acquirente non potrà comunque circolare ovvero radiare l’auto.


Tali restrizioni rimarranno in vigore fino al pagamento della cartella esattoriale e, in caso di mancato pagamento del debito, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita dell’auto.

E se ciò non fosse sufficiente, nel caso in cui un auto colpito da fermo amministrativo fosse “pizzicato” a circolare il proprietario dovrà pagare una sanzione amministrativa fino a 7.953 euro, oltre chiaramente al sequestro del veicolo.

Come fare per cancellare il fermo amministrativo della propria auto

La risposta è piuttosto banale: saldare il proprio debito. L’importo può essere rateizzato, purchè il piano di pagamento pattuito venga rispettato. Una volta pagato l’importo o la prima rata, si può precedere alla richiesta di sospensione del fermo
Ottenuta la richiesta, la concessionaria rilascia una dichiarazione con cui autorizza la sospensione del fermo. 
Non rimane altro che attivare la procedura per la cancellazione del fermo. Come? Presentando al PRA questi documenti:
dichiarazione originale rilasciata dalla concessionaria della riscossione, contenente i dati del veicolo, i dati del debitore e l’importo del credito per il quale si chiede la cancellazione
certificato di proprietà (CDP) o certificato di proprietà digitale (CDPD) o, in alternativa, il modello NP-3, debitamente compilato
• un documento d’identità valido
• la ricevuta di pagamento dell’imposta di bollo 
A questo punto il fermo amminsitrativo viene effettivamente cancellato e il PRA provvede al rilascio di un nuovo certificato di proprietà digitale.
 
Cosa impariamo da questa lezione? Ricordiamoci di rispettare le scadenze di tasse, tributi e multe. Chi più spende meno spende!