Donne P1oniere: un 8 marzo pieno di invenzioni

Il titolo è ambizioso perché i P1onieri non conoscono confini, lingue, ideali e neppure generi. Ma oggi è un giorno importante: la festa delle donne.

Donne pioniere

Sapete perché l’8 marzo si festeggia la festa della donna?

L’origine storica risale all’inizio del Novecento quando a New York si decise di indire la prima giornata della donna per celebrare il grande sciopero delle lavoratrici del settore tessile. Donne pioniere che lottarono per migliorare le condizioni di lavoro da cui partì un movimento che presto si diffuse in vari paesi: raduni, marce per chiedere la parità sul lavoro e il diritto di voto.
Le grandi vittorie si ottengono a piccoli passi, anche quando si parla di innovazione e auto. Ecco una veloce carrellata di donne che, con la loro curiosità e perseveranza, hanno contribuito a cambiare il mondo dell’innovazione e della tecnologia anche in ambito automobilistico.

Grace Murray Hopper (1906 -1922)

Definita da molti una pioniera della programmazione informatica, era una donna piccola e minuta e con un gran cervello. Grace Murray Hopper è passata alla storia come una delle figure più eminenti dell’informatica, la prima ad aver “inventato” un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina. Grazie alla sua curiosità, caparbietà e talento la dottoressa Hopper si guadagnò l’appellativo di “Amazing Grace” oltre a 40 lauree ad honorem conferitele dalle varie università in tutto il mondo.

Hedy Lamarr (1913 - 2000) 

Attrice tra le più acclamate dell’inizio del secolo scorso, non si accontentò della fama della ribalta, ma si cimentò anche in una proficua carriera come scienziata e inventrice, studiosa di tecnologie legate alle crittografie e alle onde radio. Basti pensare che ogni volta che colleghiamo al WiFi, utilizziamo una tecnologia sviluppata da Hedy e dal suo amico compositore George Antheil: insieme svilupparono e brevettarono, nel 1942, un sistema di comunicazione innovativo segreto, precursore tecnologico di molti sistemi wireless.

Mary Anderson (1866 – 1953)

Donna curiosa e pragmatica Mary può essere considerata l’inventrice del tergicristallo. L’idea arrivò, come insegna Galileo, dall’osservazione. Un giorno Mary si soffermò a osservare un autista del tram che, impegnato a liberare il parabrezza dalla neve, era costretto a tenere aperti i due finestrini per poter pulire. Detto fatto: Mary disegnò uno strumento manuale per tenere pulito il parabrezza. Lo strumento consisteva in una leva interna all’auto, una sorta di braccio meccanico, che muoveva una stecca di gomma all’esterno del parabrezza. 

Florence Lawrence (1890 – 1937)

È ricordata come uno dei primi astri nascenti della neonata Hollywood, con più di 250 film all’attivo. Fu grazie al suo successo e al suo status che poté acquistare, già nel 1913, una costosissima automobile. Per quanto beni di lusso, le vetture dell’epoca non erano certo confortevoli e tecnologiche, erano poco sicure e con scarse dotazioni di serie. Da qui l’idea: cercare strumentazioni utili per rendere la guida più sicura. Risultato? Florence fu l’inventrice di quelle che diventeranno poi le frecce luminose e gli stop. Si trattava di un dispositivo meccanico che veniva azionato da una leva posta dietro al volante. Questa leva veniva spostata a seconda della direzione scelta e di conseguenza il braccio, posizionato sul paraurti posteriore, si sollevava lateralmente indicando così l’intenzione del guidatore di svoltare a destra o a sinistra. Stesso principio per lo stop, un marchingegno, posto sul posteriore dell’auto, che faceva apparire un simbolo di veicolo fermo ogni volta che veniva azionato il freno.
 
Per tutti quelli che pensano “che ci azzeccano le donne con la tecnologia e l’innovazione”…leggere per credere!