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Digitalizzazione in Italia 2020: scopri i dati di VertiMovers

Osservatorio Verti

Digitalizzazione in Italia 2020: i dati di VertiMovers

15/10/2020

Fino a poco fa la digitalizzazione era un “privilegio” di pochi per guadagnare in competitività. Oggi, invece, è il must have di tutti. In fondo, è una questione di sopravvivenza. E così, mentre molte aziende sono costrette a ridisegnare i propri modelli di business per restare al passo, Verti – che di cultura digital ne “mastica” sin dalla nascita – affina il tiro, per offrire ai propri clienti servizi digitali sempre più immediati e personalizzati. Oggi, ad esempio, per ottenere un preventivo online sono sufficienti pochi secondi.

Ma gli italiani sono sensibili a queste innovazioni? Si sono “convertiti” al web o sono ancora legati al telefono, magari rassicurati dalla presenza, sia pure solo vocale, di un operatore?

Grazie ai dati Verti confronteremo questi due canali diretti (web e telefono) per analizzare le tendenze in atto e capire se fattori come il genere, la professione, la provenienza geografica e lo stato civile degli assicurati influenzino le scelte.

Assicurazioni online vs Polizze telefoniche: il futuro è “smart”

Partiamo dall’attualità. La rivoluzione digitale in cui siamo immersi, accelerata dagli effetti del coronavirus, ha prodotto un radicale cambiamento culturale, oltre che tecnologico. In poco tempo sono nate nuove sensibilità e nuovi modi di concepire il ruolo delle assicurazioni, con il risultato che a perdere appeal non sono stati soltanto i “vecchi” assicuratori in carne e ossa, ma anche i loro spin-off telefonici. Secondo la ricerca Millennials e le Assicurazioni: che cosa cambia dopo il Covid19, condotta dall’Italian Insurtech Association, i consumatori (soprattutto quelli con un’età compresa tra i 23 e i 38 anni) sono insoddisfatti dell’offerta delle compagnie assicurative tradizionali e sempre più propensi al cambiamento, purché le soluzioni offerte siano polizze digitali flessibili e on demand. Una tendenza confermata anche dai dati Verti che, con il 76% delle richieste, consegnano al canale web una vittoria schiacciante su quello telefonico, preferito soltanto dal 24% degli utenti che richiedono un preventivo. Sulla base di questi dati è lecito pensare che la fiducia verso l’online crescerà sempre di più, soprattutto se si continuerà a giocare d’anticipo e a reagire ai cambiamenti del mercato con grande flessibilità. Del resto, come conferma anche la ricerca, firmata Deloitte, “A demanding future – The four trends that define insurance in 2020”, il segreto sta proprio nella capacità di integrare le innovazioni digitali nella propria cultura aziendale per offrire ai clienti non solo semplici servizi, ma vere e proprie esperienze complete e personalizzate.

Digitalizzazione di “genere”: le donne sono più digital?

Da un quadro generale emerge, quindi, una netta predilezione per il canale web, uno strumento più in linea con le nuove esigenze di comodità e velocità dei clienti.

E se lasciamo cadere l’occhio su dettagli anagrafici come il genere, l’età, la professione e la provenienza geografica degli assicurati, quali tendenze colpiscono di più? Chi sono gli assicurati più tentati dalle polizze online? E che auto guidano? Da un’analisi completa dei dati Verti riferiti al primo semestre 2020 emergono tante bizzarre curiosità. Tanto per iniziare, sembra che le donne abbiano una maggiore attitudine al digital: con il 76% delle richieste online di primo preventivo, infatti, superano di un punto percentuale gli uomini, invertendo la tendenza del 2019. A confermarlo è anche una ricerca Mastercard secondo cui il “gentil sesso”, più pragmatico e multitasking, integra meglio il digitale nella vita quotidiana per risparmiare tempo.

Il mercato digitale del futuro è dei Millennials

Se il genere ci rivela una curiosa tendenza sugli assicurati più digital, l’età non è da meno. D’altronde, quando si parla di nuove tecnologie, è chiaro che i nativi digitali (tendenzialmente, i nati dalla seconda metà degli anni 90 in poi) possono vantare una naturale predisposizione, mentre le persone più mature mostrano una comprensibile reticenza. E i dati Verti, seppur in maniera non così schiacciante, confermano questa teoria: gli assicurati con un’età compresa tra i 23 e i 42 anni, infatti, sembrano essere i più inclini alla richiesta di un preventivo online, mentre quelli con un’età compresa tra i 73 e i 77 anni i più riluttanti. Se confrontiamo questi dati con quelli emersi dall’indagine di Italian Insurtech Association, secondo cui l’interesse verso le polizze digitali dei cosiddetti Millennials – i nati tra il 1981 e il 1996 – è in rapida ascesa, il quadro è chiaro: questa generazione è sempre più rilevante e le sue scelte ed esigenze incideranno sempre di più sui modelli di offerta, di distribuzione e di comunicazione del settore. La ricerca stima, infatti, che entro il 2040 i Millennials costituiranno il 75% del mercato assicurativo: investire oggi su di loro darà i suoi frutti in un futuro non troppo lontano.

Molise: la regione più smart d’Italia

Proseguendo il nostro identikit sull’assicurato medio più digital-oriented, un altro dato interessante emerge dalla provenienza geografica. Dai dati Verti sembra che, un po’ a sorpresa, i molisani siano i più digitalizzati d’Italia: l’87% di coloro che hanno contattato Verti hanno richiesto il primo preventivo via web, seguiti poi da trentini e altoatesini (85%) e da veneti, friulani e sardi (80%). In linea generale comunque, con la sola eccezione di Basilicata e Calabria, tutta l’Italia sembra essere unita nel prediligere il canale digitale.

Altri insight della ricerca di VertiMovers sull’orientamento al digitale

Guardando invece a stato civile e professione, i più propensi al digital non sembrano essere le persone vedove o i rappresentanti, che occupano gli ultimi posti di questa classifica, mentre i più digital oriented sono impiegati e pensionati, rispettivamente con il 60% e il 56% delle polizze acquistate via web.

Sulle auto possedute, invece, è difficile trarre delle conclusioni: in base ai dati Verti, il canale web ha un tasso di penetrazione del 100% tra i proprietari di Tesla, che sono però in un numero molto inferiore, ad esempio, rispetto a chi ha scelto una Fiat. Sulle moto, invece, sembrano essere molto digital oriented i proprietari di Honda, Buell e BMW, un po’ meno quelli di Piaggio e Harley Davidson.

In conclusione, che siano donne, uomini, molisani o lombardi, che guidino utilitarie o auto di lusso, è evidente che tutto ruota attorno alle esigenze delle persone, sempre più impazienti di trovare risposte efficaci, rapide e personalizzate. E il digital, in questo momento, sembra avere le carte in regola per dire la sua!

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